La Digue

Con spiagge da cartolina, fitte giungle e palme ondeggianti, La Digue rappresenta l’immagine perfetta di una vacanza su una piccola isola tropicale. Nonostante le dimensioni ridotte, cinque chilometri di lunghezza e tre chilometri di larghezza, è però la quarta isola di granito abitata di tutte le Seychelles.

Sebbene risulti abbastanza vicina a Mahé e a Praslin, La Digue sembra completamente un altro mondo. Senza un porto naturale, è protetta dalla barriera corallina che, insieme ad enormi massi di granito rosa, circonda e protegge l’isola. Nelle strade si respira il quieto ed ancora autentico ritmo della vita locale: una melodia di biciclette e carretti trainati da buoi che ancora oggi rimangono il mezzo di trasporto principale, sentieri ombreggiati da una ricca vegetazione, e case in stile coloniale che richiamano il recente passato. Il nome deriva da quello di una nave della flotta dell’esploratore francese Marc Joseph Marion du Fresne che nel XVIII secolo scoprì molte isole dell’Oceano Indiano approdando a La Digue nel 1768.

Le stupende spiagge dell’isola, il rigoglioso interno e il fascino coloniale l’hanno resa meta di tanti viaggiatori che hanno contribuito a far diventar il turismo la maggior industria insieme a quella per la produzione di vaniglia e di olio di cocco. Le città più importanti sono La Réunion e La Passe.

Non perdete l’occasione di fare un visita alla piccola La Passe, dove l’atmosfera del porto tranquillo e assonnato e la praticamente assenza di macchine nelle strade danno l’impressione di essere tornati indietro nel tempo. Uomini e donne chiacchierano sul molo in attesa del traghetto, i bambini corrono sulle loro biciclette lungo le strade alberate e i pescatori vendono il pesce fresco appena pescato direttamente sul molo. Il Sabato sera la maggior parte degli abitanti locali si reca a Tarosa per sorseggiare un cocktail e scatenarsi a suon di musica o, in alternativa, gioca a domino nei bar fino a tarda notte.

Tante sono le attività a cui dedicarsi: potrete andare alla scoperta dei pochi negozietti di souvenir presenti nei dintorni del molo o partecipare ad un’escursione in barca o semplicemente noleggiare una bici e girovagare liberamente.

Negli ultimi anni, l’isola è diventata molto famosa a livello mondiale ma è riuscita ad evitare il forte sviluppo che oggi minaccia l’autenticità di altre aree dell’Arcipelago. Infatti, il 40% dell’isola è stato destinato alle riserve naturali ed è protetto come Parco Nazionale.

La popolazione risiede principalmente nell’altopiano orientale e il resto del territorio è lasciato completamente alla flora e alla fauna locali. Ciò ha permesso la sopravvivenza di molte specie endemiche come il piglia mosche del paradiso delle Seychelles e la tartaruga gigante di Aldabra.

Le sue favolose spiagge come ad esempio Anse Source d’Argent, Grand Anse e Anse Bonnet Carrè meritano sicuramente la pena di essere visitate almeno una volta. Anse Source d’Argent è senza dubbio la più popolare grazie anche al riconoscimento ottenuto numerose volte di spiaggia più bella del mondo. Ma anche le altre non sono certamente da meno.